CARTE NAUTICHE SICILIA PDF

La Torre Cabrera a Pozzallo Nella torre prestavano servizio soldati e artiglieri e sulle sue terrazze vi erano piazzati cannoni di diverso calibro mentre i cavalleggeri sorvegliavano la costa. Sono del le prime documentazioni che dimostrano una presenza istituzionale marittima a Pozzallo: si tratta di esazioni erariali vidimate: Regio Ufficio Marittimo di Pozzallo. La prima realizzazione della struttura portuale risale al periodo tra gli anni cinquanta e sessanta del XX secolo [1] e riguardava la movimentazione di prodotti petroliferi. Alla fine degli anni ottanta si decise di costruire un porto che avrebbe dovuto avere un traffico di Storia della locale Capitaneria di Porto[ modifica modifica wikitesto ] I primi dati che riportano ad una presenza istituzionale marittima a Pozzallo risalgono al , data dalla quale si hanno riscontri di esazioni erariali marittime recanti il timbro del Regio Ufficio Marittimo di Pozzallo. Tale istituzione si rese necessaria anche in vista del costruendo porto commerciale.

Author:Tolkis Bazahn
Country:Great Britain
Language:English (Spanish)
Genre:Relationship
Published (Last):28 March 2006
Pages:490
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ISBN:642-1-39523-534-3
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Bojador a Sluis in Fiandra comprese le Isole Britanniche a cominciare dalla fine del sec. I cartografi che le componevano le designavano col nome di carta o tabula, mentre qualche scrittore medievale le indica col nome di compasso cfr. Qualche scrittore Giovanni da Uzzano, chiama compasso il portolano. Il termine di carte lossodromiche, proposto da A. Per evitare confusione, gli 8 venti principali interi sono in nero, i mezzi venti in verde e le 16 quarte in rosso: hanno i colori delle cuspidi delle rose, che spesso sono disegnate.

Per renderla bianca e liscia si strofinava con biacca e si asciugava con un panno bianco. Pareto, Bojador sino in Fiandra Sluis , dove cominciava il dominio della Hansa. Nei grandi mappamondi, come nelle carte catalane, si tiene conto anche delle notizie e delle leggende tratte dal libro di M.

Brandano, Satanascio, ecc. Le rientranze formano sempre linee regolari arcuate in forma di un breve semicerchio, nel cui mezzo sbocca un fiume. Tutte si assomigliano, e per tre secoli non hanno traccia di modificazioni o perfezionamenti, salvo a esser disegnate con maggiore o minore accuratezza.

Alcune carte, come ad es. In genere ci si fonda, nei tentativi per riuscire a determinarlo, sul metodo comunemente detto cartometrico, che consiste nel misurare le distanze in mm. Uzielli, Th. Fischer , a un miglio di K. Kretschmer o di H. Wagner o da a E. Vi fu persino un illustre storico della cartografia, A.

In genere poi coloro che si sono occupati di misure siffatte non di rado hanno misurato indifferentemente distanze brevi e distanze lunghissime, ad es. Palos-Bugia un miglio di 1,48 km. Corso-Savona un miglio di 1 km. Bianco , di 1,33 km. Teuladar-Galita 2,14 km. Mediceo risulta un miglio di 1 km. Mahon Minorca e di 1,34 km. Bianco rispettivamente di 1,05 Calvi-Genova e 1,37 Sanguinarie-Narbona. Bianco abbia un miglio medio di 1,21 a N. Infatti le leghe del Versi non corrispondono mai neppure approssimativamente a una misura costante se le ragguagliamo alle miglia degli altri portolani.

Anche qui nessun cartografo o autore di portolani ci ha lasciato il minimo indizio che serva di schiarimento. Ma le ricerche conducono a conclusioni disparatissime. Ma, dato che meridiani e paralleli sarebbero equidistanti e che i gradi di longitudine resterebbero dappertutto uguali, dovrebbero risultare alterate le distanze e con queste la configurazione delle terre; il che non si verifica, almeno secondo le proporzioni volute.

E in una proiezione sostanzialmente conica si dovrebbe sempre avere una convergenza dei meridiani e una curva dei paralleli, il che non risulta. Da un principio assolutamente diverso da quelli veduti sin qui parte M. Questo per le carte a superficie limitata; per quelle rappresentanti estensioni maggiori si adoperano due sistemi di rose tangenti o due sistemi di rose concentrici.

E i paralleli risultano pure linee rette parallele. Codeste deformazioni di distanze, angoli e superficie si notano poi dappertutto, mentre in una conica o in una cilindrica dovrebbero riuscire insensibili in vicinanza almeno del parallelo di osculazione, e in una azimutale in vicinanza del centro della rosa.

E Bartolomeo Crescenzio Naut. Sarebbe assurdo immaginare una proiezione tracciata dopo il disegno. In conclusione, le carte nautiche italiane non appaiono suscettibili di adattamento a nessun tipo di proiezione: esse si fondano sulle direzioni fornite dalla bussola e sulla distanza valutata a stima.

Il fenomeno della declinazione magnetica. Bianco nel suo atlante del Lunghe furono le discussioni fra gli scrittori di nautica del sec. Conoscevano i navigatori italiani del Medioevo la declinazione e riuscivano in pratica a tenerne conto? Potevano effettivamente i piloti non accorgersi che un punto N. Uso delle carte. In mancanza del solcometro, questa veniva determinata con osservazioni di carattere pratico che si fondavano soprattutto sullo stato della velatura.

Prima di partire il pilota stendeva la carta in piano, orientandola in modo che le quattro direzioni principali coincidessero coi punti cardinali; fissava quindi il luogo della partenza e quello dove voleva arrivare, tracciando col piombino il vento o rotta da seguire.

Ruscelli, Espositione et introdutione universali a tutta la Geogr. Ma nessuna spiegazione appare soddisfacente. Origine delle carte nautiche. Per la storia della prima scoperta, delle prime applicazioni e dei successivi adattamenti di questo strumento v. XIII fra le altre quella esplicita di uno scrittore arabo nel Infatti non si ha traccia di carte nel tempo in cui scriveva Peregrino.

Peregrino de Maricourt non menziona ancora questo tipo di strumento; forse si trattava di carte o rilievi parziali. Qualche scrittore H. Wagner, E. A sostegno di questa ipotesi potrebbe addursi il fatto che tutte le successive carte del Vesconte non sono ancora in una sola mappa, ma sono raccolte in atlanti da 6 a 9 carte, rappresentanti ciascuna una data sezione delle coste e mari conosciuti, compresi, a datare dal , anche quelli che mancano nella prima carta generale: essi sono, sinora, sei, e vanno dal al XIV vi sono 19 carte italiane e tre catalane.

Fischer, il Ruge, K. Anche le relazioni a N. Jago ricorrevano ai Genovesi per combattere i Saraceni. Uzielli e P. Amat di S. Filippo vol. Come descrizione di carte degne di particolare interesse vedi: C. Desimoni e L. Belgrano, Atlante idrografico del Medioevo posseduto dal prof. Tammar Luxoro, in Atti d. Fischer, Sammlung mittelalterlicher Weltund Seekarten italienischen Ursprungs, ecc. Magnaghi, La carta nautica costruita nel dal genovese Angelino Dalorto, Firenze Peschel, Geschichte der Erdkunde, ecc.

Breusing, Zur Geschichte der Kartographie, in Zeitschr. Fiorini, Le proiezioni delle carte geografiche, Bologna ; H. Tage in Bremen, ; E. Gelcich, Infanzia della scienza nautica, in Riv. Marittima, luglio-agosto ; E. Kretschmer, Die italienischen Portolane des Mittelalters.

Ein Beitrag zur Gesch. Society, Londra Le carte nautiche odierne. Inoltre dovranno essere rappresentati in modo evidente, nella loro esatta posizione e nella loro configurazione, i banchi, i bassifondi, gli scogli e i canali che li separano. Evidentemente non tutto il materiale di dati e osservazioni raccolto durante i lavori idrografici viene riportato sulla carta nautica, che altrimenti risulterebbe poco chiara. La corredano quindi: i portolani v. Infine per latitudini elevate, in cui non sarebbe possibile usare la proiezione di Mercatore, che deformerebbe enormemente le figure terrestri allungandole nel senso dei meridiani, si usano carte in proiezione stereografica polare, o gnomonica polare.

Le carte nautiche si distinguono poi, come le altre, per la scala. Per le scale maggiori di 1 : Sulla carta nautica di Mercatore le graduazioni delle longitudini riportate sui paralleli estremi sono, in genere, riferite al meridiano di Greenwich, e sulle carte francesi a quello di Parigi; sui meridiani estremi sono riportate le latitudini crescenti ma i valori scritti sono in latitudini ordinarie.

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Bojador a Sluis in Fiandra comprese le Isole Britanniche a cominciare dalla fine del sec. I cartografi che le componevano le designavano col nome di carta o tabula, mentre qualche scrittore medievale le indica col nome di compasso cfr. Qualche scrittore Giovanni da Uzzano, chiama compasso il portolano. Il termine di carte lossodromiche, proposto da A. Per evitare confusione, gli 8 venti principali interi sono in nero, i mezzi venti in verde e le 16 quarte in rosso: hanno i colori delle cuspidi delle rose, che spesso sono disegnate. Per renderla bianca e liscia si strofinava con biacca e si asciugava con un panno bianco.

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